Scende?

– Ma quelli di San Vittore Olona dove vanno a prendere adesso il treno?
L’altro annuisce mentre è in piedi con la sua borsa in pelle marrone ed un sorriso stampato in faccia che ha le fattezze di una paresi.
Gli occhi azzurri si rimescolano sotto le palpebre appesantite.
– Davèro – dice in un accento veneto che taglia le doppie consonanti.
– Misteri della fede. Adesso tolgono pure il servizio a Molino Dorino e lo mettono a piazza Firenze – insiste la donna seduta, sballottata dall’incedere costante del treno sui binari.
Tt tt  tt tt  tt tt Tt tt …
Il compare di viaggio, comodo sul sedile di lato, osserva in continuazione l’orologio e fa si con la testa anche lui.
Certo. Come no.
– Ieri  un’amica mi ha detto che c’era un incidente sulla tangenziale ovest e c’erano 4000 auto ferme nel parcheggio della fiera.
Quattro dita in alto.
Quattromila! Qua  ttro  mi  la!
– Ma va…
– Eh si…
Tt tt  tt tt  tt tt
– Ci pensi a trovarsi lì un venerdì al rientro dal lavoro? (lei)
Ma lui pare abbia una stecca di cerume nelle orecchie e si gira a parlare con quattromila.
– Ehi, ma pensa ale fière – sempre l’accento euganeo che elimina le doppie – Quela dell’artigianato fa uno sfacelo. Vedi a dicembre. Vedi il parchegio.
– Eh ma qui accorciano i treni. Io ho mandato l’ennesima mail di lamentela. (lei)
– Eh si – (Borsa in piedi) – Ma basta vedere in Vila Pizone!  C’è un casino. Sale il mondo. Gli universitari. Altro che mail. Un casino.
Fermata di Rho.
– Scusi mi fa passare?
Questo treno è diretto a… Treviglio
– Scusi. Scusi. Mi fa passare?
– E lo so. Scusi ma qui…
Spinge.
– Senta.  Ma lei scende alla prossima?
– No.
Spinge.
– Passi. Passi.
Tt tt  tt tt  tt tt…
Riprende il brusio.
– Ma da te hanno cambiato gestori dei clienti?
Tt tt  tt tt  tt tt
– Si. c’e stata un po di confusione perché queli chiamavano ma nesuno rispondea.
Sghignazza in veneto (il veneto) mentre un uomo enorme con il cappuccio in testa e gli occhi stretti che  guardano ancora gli abissi notturni si alza.
Deve scendere.
Mastica qualcosa.
Chiede spazio alla donna assisa.
– Si si. Mi sposto.
– Dovrei scendere.
– Si. Si. Ho capito.
– E che sono arrivato… scenderei adesso…
La donna si mette di lato. Impreca in silenzio. Sbuffa. Sbatte i piedi isterica. Ha la mascella rigida.
– Grazie.
– Prego – con i denti stretti – Si figuri, ci mancherebbe.
Questo treno è diretto a Treviglio
Tt tt  tt tt  tt tt Tt tt  tt tt  tt tt
– Ma hai visto?
– Eh?
– Non riuscivo a star seduta con quello li!
– Ah…

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