Babele

 Trrrriii triiiiiii triiiiiii
– Eh… Mmmmmhhh… Ah… (uomo al telefono con mento lungo. Pelo rado.)
– Lunedì mattina quando sono entrata c’era già il mio collega che mi aspettava. E se pensi che viene da Cerro Maggiore (donna con capello chatouche tipo Aldo Coppola) fa tutti quei chilometri ogni giorno e non sgarra di un minuto.
– All’università non mi rompe le palle nessuno. Quando Jerry entra con la macchinetta e la sciarpa emicaglidicononulla. Faccio che se entro con i guanti neanche mi cagano (un certo Marco che ride come avesse una emiparesi.)
– Mmmmhh… Seee…  (pelo rado)
Stazione di Rho. Questo treno è diretto a… Treviglio
– Guarda. Guarda la gente che manco si può sedere (sottovoce – chatouche.)
– Se questi storditi continuano a ridurre i vagoni (sottovoce – amica chatouche), com’è che pensano che possiamo stare tutti seduti? Mi domando se almeno fanno una statistica. Non so, un conteggio…una cosa…
– Vabbbhe raga’ da pisciarsi addosso. Abbiamo fatto anche la lezione di canto che il prof ha fatto pure finta di non sentire. Minchia che fulminato (Marco risata emiparesi).
– Mamma.. (lagnoso). Mamma.. (lagnoso). Ma quando arriviamo? (voce di bimbo in fondo al corridoio)
– Adesso! (voce di mamma in fondo al corridoio che sbuffa sul vetro).
– Mmmmmhhh… Seee…. (pelo rado)
– Tu dove stai?  Ci sentiamoci a pausa pranzo (uno al telefono a destra, con un Nokia del 1968 tipo tenente Colombo. Gli mancano impermeabile e sigaro. )
– Ecchejerry gli diceva di no e lui faceva si con la testa. Porca che ridereeravamotuttipiegati. Raga il prof è impazzito (adepti sbellicati attorno a Marco emiparesi).
– Mmmmmhh… (pelo rado)
– No che non me la fanno  passare. Mi hanno detto che ci vuole la scia o la cia o la dia o la chenonhocapito. Se tu chiami in Agenzia delle Entrate non lo sanno neanche loro (capello chatouche). E se chiami il comune ti dice di chiamare l’Agenzia delle Entrate. Ma questi qui quando fanno le leggi manco ci pensano. Le fanno, ecchisenefrega se uno ha studiato o non ha studiato legge. Abbiamo dei politici veramente… guarda… veramente…
– E si. Sisisi (Nokia 1968). Eccerto che vengo lì. Mica mi ci voglio perdere la pizza.  Che mi pare di fronte c’è la Feltrinelli.
– £€$&^&;  pesto  £÷%#@$  tibaldi &/$#^@!  quando @#$/^&!/ (voce di donna a tratti al telefono Nokia 1968)
– Mmmmmmh…. aahh…. (pelo rado, che all’improvviso esplode) Comme t’addire che nun facciu u’ssignore!
(Silenzio tutti)
– Stomilanomilanomilano. Miiii ma chaggiā fa a stu payse che tuttifetenti stanno innanzi.Purelammulta m’hanno misso. Checivolevomettereundito nell’occhio. Indo culo su’meritava.
Prossima fermata. Milano villapizzone.
– Mmmm…. see… vhe… na… ma… ti chiamo a’ siira.
(Silenzio qualche attimo.)
– Mamma… (lagnoso), hai detto che arrivavamo.
– Si. Si. Adesso arriviamo (sbuffa). 
– Ma quando?
– Ufff…. adesso!

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