Chimica (due ragazze allo sbando)

– E cos’altro ha spiegato?
– Nulla. Quello che leggi. Non c’era una mazza da dire alla fine. L’energia che spinge i protoni fuori poi questi vogliono tornare dentro e… Niente. Queste cose qui.
– L’energia protonica…
– Sì, ma niente di che.
Apre il libro. Punta il dito. Chiude il libro.
– Io spero che la Fede si limiti perché veramente sa troppe cose. L’altra  volta io e Roberto stavamo ripassando poi è arrivata lei e si è messa a dire un sacco di cose ed io non ho capito piu nulla.
– Ma perché lei è precisa.
– Si, però… Che poi, la Fede l’ha pure detto, perché lei si mette a cercare le cose su internet, se no non capisce. Ma questa è pazza. Ma fai le cose che ti dicono di fare
– Qui come è la formula?  Il gruppo acetile si unice  al coenzima o quello se ne va?
– Mah…
– com’è?  piruvato decarbassi…dercabosdillosi?
– derca…forse bossilosi…
Apre il libro. Gira una pagina. Dito sul naso e sguardo ottuso.
– ma che ne so…
– È l’esempio della foglia che ha spiegato, mi pare…
– Ah sì. Quello. Se l’aria è ferma sulla foglia l’acqua fa fatica ad uscire. Solo questo so dell’ultima parte. Una cazzata.
– Non ho capito una mazza.
– Ma sì… sinplastica apoplastica. L’ho scritto qui… da qualche parte. Mo’ non lo trovo… Comunque, niente di che… l’accumulo… ma sì, apoplastica… accumulo…
– Ah…
Sfoglia il libro. Chiude il libro.
– Quella stronza della Fede! Speriamo che non venga a farci fare una figura di merda.
– Che palle!
– Si, davvero.

La guardia

La guardia giurata con scudetto sul petto e divisa petrolio è seduto nella corsia centrale. Quella che quando qualcuno deve sedersi bisogna per forza alzarsi. Scusi dovrei… si si mi alzo. Che palle.
L’amico, è seduto di fronte. Anche lui guardia giurata ma con uniforme brunastra.
È più piccolo, la testa incassata nelle spalle.
Scudetto sul petto, invece, è enorme. Il mento di Gambadilegno. Occupa tronfio il sedile, ha l’accento pugliese spiccato. La voce maledettamente alta.
– Eccié. Mi stav’ a ferma’ l’altra volt’ (mi stavo fermando l’altra volta).
– Peccato. Fanno i panini piatti a 3 euro e 20. 
– Piatti? 
– Si. Schiacciati.
Brunastro simula con la mano un tostapane. Su e giù. Su e giù.
Prossima fermata… Vanzago
– Se mangio là, prendo sempre un panino che se no poi alle due dormo. Ma Sai quanta gente della banca?
– E’, u’saccie (E, lo so).
Pugliese stretto agita le mani. Gesticola pericolosamente. 
– Chidd, so amici amici amici. U’ ssa quant’ volte ci andavo io a prend’ il caffè ed era cosi chien’ che manc’ la confidenz’ ricevev’.  Che quella è gente seria! ( quelli sono amici di amici. Sai quante volte andavo lì a prendere il caffè ed era così pieno che non mi davano neanche retta!)
– E hanno pure una figlia, mi pare, e ci sta pure la sorella nel locale.
– Essì. Hann’ affittat’ na russa che anche con lei ho preso confidenza ho preso. Ohu! Ma tu u’ ssa  che il bar  apriva alle 5 anche di domenica?  Quello s’è fatt’ i tirris’. Le pa-pa-gne (Quello ha fatto soldi). Che già nell’ottantadue ottantatré  io li mi fermav’ a prendere il caffè.
– Ah…
– Ouh!  D’estate mi faceva il caffè cremoso. 
– Eh…
– Pins nu picc (pensa un po’), c’ho portato la mia capa ci ho portato. E gli dico: ti fidi per un caffè?
La mano enorme di taglio sulla bocca tipo megafono
– Ohu! Da Pe-schi-era!! 
– Pazzesco…
– Poi pure all’altra capa, ohu!  Senti a me. Vuoi un caffè, eh? E la portavo.
– Ma la tua capa quella delle Poste? 
– Caci’! (????) Che quann’ lavoravo ci andavo. E quann’ se no?
– Ah.
– Ohu. Presente, d’estate?
– Eh…
– Me’, nu casin’! Che mo, co stu cazz d’lavor!

Là vicino

– …Ma secondo me, no! Lui deve scendere a Garibaldi e prendere la metro.
– Ah.
– E va a Cadorna.
– Ah. E sì…
– E poi scende in via Carducci per la 50 verso Lorenteggio.
– Sì sì. Capito.
– Via Foppa e sempre dritto. Altrimenti deve scendere a Lancetti.
– Vero.
– E deve prendere la 702 per Lotto. Lotto, mi raccomando.
– Allora mo’ lo chiamo.
– Chiamalo, diglielo. Hai capito?
– Sì. Sì. Mo’ lo dico.
– Bravo!
– Pronto? Ohu. Mi senti? 
Prossima fermata Parabiago. Questo treno è diretto a… Treviglio.
– Mi senti? Sto cazz di telefono. Allor senti a me. Non fare quello che ti ho detto stamattina. Tu scendi Garibaldi prendi metro verde e prendi e vai a Cadorna… eh? Pronto? Sì… senti a me, sentimi. Scendi a Carducci e prendi la 50 che va a Lorenteggio via Foppa, hai capito? Pronto?
– Se no, Lancetti (l’altro di fronte, sottovoce ma non troppo) digli la 702!
– Altrimenti Lancetti. La 702 e vai a Lotto hai capito?… pronto? Sì. Lotto. Va bhe… bravo…  ciao!
– Gliel’ho detto!
– Te l’ho detto, fa prima.
– Eh si. In effetti se scende a Lancetti è meglio.
– Perché se tu vai lì poi prendi Carducci, Bolivar e arrivi.
– Eh sì. Eh sì. 
– Perche Lorenteggio è molto lunga.
– Sai cos’è? non mi ricordavo perché non li prendo mai i mezzi di superficie. Perché ieri sera me lo ha chiesto e gli ho detto della metropolitana. 
– Basta fare il capolinea Cairoli e poi va a Corsico e fa la Lorenteggio. Bolivar e poi la 50. 
– Mmmh…
– Sai dov’è? Vicino all’Esselunga.
– Eh…
– Sai dove è l’Esselunga?
– Eh… sì. Vicino. Là vicino.
– Bravo!

Il pranzo

– Quel genio di mio marito si fa sempre infinocchiare da suo fratello. Niente! Ha deciso di uscire a Cassano Magnago perché glielo ha detto lui e lui è uscito! Punto. Un buio pesto e siamo usciti in un paesino… Crubono, Crugnono di magnago, Crugnanodicomecaspitasichiama.
– Mai sentito
– Ma che ne so. Una rabbia.
– E cosa avete mangiato?
– Da scoppiare! Risotto rosso con la fonduta. Trofie con Pomodorini e speck. Poi il  pesce e poi il sorbetto e poi l’arrosto con le rosette di carciofi.
– Leggero…(ironica)
– Macche’ .  Anche la torta. (Come far smarrire per sempre una figura retorica). Avrei voluto far inserire pasta allo scoglio ma da noi c’è tanta gente che il pesce non lo mangia.
– Ma intendi spaghetti?
– Eh?
– Spaghetti allo scoglio?
– Si. Bhe. Quella cosa li.
– Ah…
– E sai quanto abbiamo pagato?
– Bhe…non so …
– 105 euro tutto compreso!!
– Per tutti?
– No. A persona.  C’han fatto un prezzo..ma Perché sono amici di amici dei nostri amici. Altrimenti…
– Vi han trattati bene…
– Eh si eh. Serve conoscere.