Hannibal (in cuffia: Teedra Moses – be your girl)

– Siamo a Garibaldi? 
– Sì. Credo proprio di sì.
 Capelli pettinati con una mannaia cerca di guardare oltre il vetro allungando il collo. Gli occhi stretti stretti dietro le lenti bombate.
– Non si vede nulla fuori con queste scritte di merda. 
– E non mettono ancora le telecamere.
– Che palle, guarda… che palle…
L’amica comincia a grattarsi una mano. Raspa come Hannibal Lecter che gioca con la pelle degli innocenti.
– cosa?
– che arrivo al lavoro e quella stronza della segretaria ha le chiavi del caffè.  Mo’ devo prenderlo al bar.
– Perché?  – Chiede capello mannaiato.
Hannibal smette di grattarsi
– Perché  rubavano le cialde per non pagare 50 centesimi.
– iiiiih. Che barboni.
– Eh, ma io so chi è…
– Chi?
– Eh. So io lo so. Ma non lo dico.
– perché?
– Non posso. 
Mannaia in testa avvicina il faccione con gli occhiali.
– Scusa, lascia un biglietto anonimo, no?
Hannibal la guarda. È contrariata.  Riprende a raspare.
– Figurati, cosi capiscono che sono stata io a metterlo e vanno a sputtanarmi dicendo che le cialde le ho utilizzate pure io.
– Eh? Rubi le cialde anche tu?
– Eccerto. Che mica son più fessa delle altre. 
La pelle è viola. Tende al rosso cardinale.
– Lo fanno tutti in quell’ufficio di merda.

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19 thoughts on “Hannibal (in cuffia: Teedra Moses – be your girl)

  1. I miei erano pensieri, magari un confronto, al posto dei soliti commenti. Nessuna critica. Tu riporti cio.che vedi: l’ idiozia. Continuerò a leggerti.

    • Cara Fabiola, non ho inteso alcuna critica nelle tue parole. Non sono così sensibile e capace di “sentire” e scovare una intenzione nelle parole altrui.
      Soprattutto se ciò accade in poche righe.
      Il confronto – se non ti da noia – è già qui e, in questo, v’è pure ogni mia precisazione.

      • Caro vagone, o cara ancora non so, nulla mi da noia, tranne la banalità. Anche quella fotografata su un treno in corsa. Non e’ il tuo caso, ovviamente. L ‘ idiozia riportata e messa in contenitori, nulla può avere di banale, ma tutto di vero. A presto.

      • Quell’ “ovviamente” mi fa sorridere.
        Chissà perché non è mai “il mio caso, ovviamente”.
        E chissà perché “nulla ti da noia tranne la banalità”.
        Egocentrismo a fior di pelle in quel nome, Fabiola.

  2. Nonostante siano quasi sempre l’incarnazione della mediocrità più assoluta, io ai personaggi che descrivi mi ci affeziono. Bastano poche righe. Mi stanno simpatici e gli voglio bene, incurante dei loro difetti. Meraviglia!

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