Brutta giornata (in cuffia: dans mon île. Henri Salvador)

– Ma che cosa chiami il nonno?!?
L’Occhio del tizio si danna e si affanna  impulsivamente. Obliquo.
– Il nonno non sa neanche che cosa tirare fuori, il nonno. Non sono su quella linea i cavi! Adesso mi aspettate, io vengo lì diretto con Francesca e vediamo. Nonno devi lasciarlo stare.  Dai. Si, si. Va bene. Ciao.
Click.
– Il nonno. Figurati.
Percuote con la mano la coscia, ad autoflagellarsi. L’iphone è lanciato istericamente nella borsa in pelle.
– Cosa è successo?
– Eh, cosa è successo. Che le cose vanno fatte con la testa!
Improvvisamente il piede stressato si impunta ritmicamente sul pavimento.
Tac tac tac tac tac
– Batteria scarica?
Piede stressato lo guarda come se avesse fatto la domanda più idiota del mondo.
– Scarica… si ma me l’hanno scaricata loro. Quei cretini.
Tac tac tac tac
– e adesso?
– Adesso Francesca ha chiamato Andrea che chiama casa e vediamo. Hanno lasciato il ventilatore acceso, la batteria accesa, le luci accese. Tutto acceso. Il cervello no. Quello è spento!
– Succede
– See. Cresci una famiglia e questo è il risultato.
Si informano i gentili viaggiatori che questo treno viaggia con un ritardo di 25 minuti. Trenord si scusa per il disagio.
– Vedi? tu che ti lamenti.  C’è di peggio…
– Mavvaffanculo va!
Tac tac tac tac.

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32 thoughts on “Brutta giornata (in cuffia: dans mon île. Henri Salvador)

  1. Henry Salvador. Abbiamo gli stessi gusti musicali. Da quando ti leggo la musica ci accomuna. La realtà che vedi sul treno ogni mattina ed ogni sera invece, quelle parole e quei volti, mi rendono triste. Forse perché una bicicletta, una passeggiata con la musica in cuffia e senza gente intorno, e’ ciò che più anelo.

  2. Intuito da ciclista? A volte le situazioni sono più ovvie di quanto possano sembrare. Basta leggere tra le righe. Magari con l ‘aiuto della musica.

    • Bene. Tendiamo a marcare.
      Dunque, di grazia, può dirmi a quale configurazione di maestro fa riferimento?
      Non vorrei fare il cavilloso, è bene dire, però, che l’aria tematica può rendere il dialogo più accessibile. Meno vago.
      Intende, nostra signora di Massenzio, un compositore d’orchestra? O piuttosto un insegnante? E ancora, sempre me lo consenta, un maestro d’arte?
      Perché, delicata ed improbabile sibilla, se tale è il mio ruolo (o almeno così pare) deve essere con me tignosa e pedante. Perché io son fiscale.
      Brutta bestia la parola. Non crede?

      • Tignosa e pedante? Non potrei esserlo, neppure volendo. Dal tu al lei? Caro Magister militum, forse lei e’ solo un po’ presuntuoso, non ama chi rimarca. Non era mia intenzione mi creda. Sappia però che il confronto, seppur fastidioso, e’ modo di crescita. L’ adulazione può solo far piacere. Anche ad un Magister pendolare, che si guarda intorno. Ed osserva.

      • Povera storia.
        Povero Sacro Romano Impero.
        Utilizzare l’avventura di Costantino per transitare in un semplice blog di treni.
        Un s5, peraltro. Non un freccia rossa o altro.
        E vortica qui attorno annettendo un bislacco “non ama chi rimarca”.
        Solo scrutando righe lei, Circe, blatera, convinta di un confronto che non è su questa pista.
        Tolga gli occhi dallo schermo, la prego, e li rimetta su chi le sta di fianco. Perché sta lì la vita vera. Quella del raffronto e del contraddittorio, dell’ascesa e dell’evoluzione.
        Non qui.
        E la prego, di grazia, citi il cattedratico, il tronfio e lo spocchioso, solo quando lo ha guardato negli occhi. Perché, mi creda, si facendo, mi pare il commento facilone e vago.
        Il commento. Per la carità. Non la persona.
        E qui, rifletterei qualche istante in più.

  3. Ops.. Entrata a gamba tesa (pare sia un gergo calcistico).
    dialogo degenerato, mi sa?
    E’ curioso come si possa passare da “da quando ti leggo la musica ci accomuna” all’ultimo post (morfologicamente da sballo) in così breve tempo.
    Quale sarà stata la parola scatenante? Eh si, perché spesso c’è quella parola, mal detta o mal interpretata, che innesca poi quello strano meccanismo.
    Rientro nei ranghi e quattamente mi defilo, metto in cuffia Vasco Rossi – Senza parole – ed esco nel sole.
    Au revoir, my darling.

  4. Leggo poco fa il suo commento. Sempre gentile…sempre più presuntuoso (il commento, per carità! ).
    Le suggerisco di rivedere l’ etimologia della parola Magister militum, che non contempla la storia di Costantino.
    Ma poco importa. Distologo l ‘attenzione da questo schermo. Lei ha ragione, non fa per me.
    Lascio ad altri commenti. Lei e’ bravo, divertente, scrive benissimo, farà strada.
    Buona fortuna.

    • Gentile Circe.
      Noto con piacere che la puntualizzazione è nel suo gene.
      Finanche la volontà di argomentare qualcosa ch’ella già conosce.
      Ritengo, dunque, sia alquanto formata sulla storia e le sue fasi.
      Per carità. Io sono un uomo semplice, che non gode di tutta questa istruzione.
      Mi limito, se vuole, ai ricordi del tardo romano impero ed al genio mitare di un tale Costantino che, a memoria, coniava ed espandeva il termine.
      Sul campo.
      Tra i legionari.
      Ribadisco, però, non possedendo la sua grande sapienza, sarò ben lieto di leggerne, da lei – qualora lo volesse – etimologia e storia.
      Quel che invece noto, e con grande mestizia, che fabiola o circe o chiunque lei sia, scappa.
      Perché l’ostacolo non riesce a superarlo.
      E basta l’ubbia di ombre, acredine, divergenza e bega per mutare l’essere umano dallo stato di tregua all’allerta.
      Perché traduce ciò in disagio.
      E la parola muta in baruffa ed assume i contorni di una battaglia di Pirro.
      Oh. Mi scusi. Non avrei voluto.
      Forse non è il caso di citare a chi già sa, del re dell’Epiro. Sarebbe per lei di una noia mortale ripassare con un viaggiatore idiota.

      È proprio vero. La vita è un laboratorio (Pavlov insegna).

      Buon percorso Fabiola.
      Che sia uomo o donna le auguro di trovare quel che cerca qui, tra queste righe e, perché no, anche nella vita.

  5. Dato che ognuno puó prendere una parte di litigio per commentare, rimarco che fra i vari tipi di Maestro, quello musicale mi lusingherebbe maggiormente. Su Costsntino, mi sarei offesa, il pesonaggio storico che odio di più. Comunque sei spassoso, degno de L’arte di insultare di Schooenhauer e in tutta la tenzone, si respira un profumo quasi settecentesco di disputationes, che non capisco come così possa offendere (Costantino escluso).

  6. ahhahaha! suvvia, 25 minuti di ritardo non sono nemmeno così tanti!
    Mi chiedo se avessero lasciato aperto un rubinetto che avesse allagato casa, a che ritmo avrebbe ticchettato il piede?
    Ho riso come una matta 🙂

  7. Interessante il ‘cervello spento’ con queste due parole hai spiegato come sta andando avanti e andrà avanti la nostra società dagli ultimi anni e negli anni a venire, forse nei passati 15 e nei futuri 100? mah non so forse ogni epoca ha avuto il suo ‘oscuramento’, questa epoca che viviamo possiamo rappresentarla benissimo con un grande cervello spento, come da te suddetto e predetto. Ma sai io tendo, ormai che sono madre, a vedere il positivo maggiormente (e apparentemente) rispetto a quello negativo, ultimante per forza di cose devo vedere il positivo, sai altrimenti che racconto ai miei figli, la speranza va sempre insegnata, quando in realtà, dentro di me tremo ogni sera quando vado a dormire, a causa di tutti questi cervelli spenti. Molto probabilmente ho fatto una considerazione che c’entra poco con il filo conduttore del tuo post, ma si sa le idee sono parti e non sai mai quello che metti al mondo fintanto non lo vedi.

    buona giornata e buona continuazione.

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