In piedi ( in cuffia: conya doss – smile again)

La ruminante macina la cicca a bocca aperta, si accomoda di fianco alla tizia con la borsa fasulla di Prada.
L’altra, zoppicante, con il tacco 12, resta in piedi “no no, sedetevi pure” – tanto io ho solo la caviglia che cede come la torre di Pisa.
La ruminante si disfa del cappotto e si mette a suo agio. Apre e chiude ritmicamente la bocca spostando, di tanto in tanto, in diagonale la mascella. Produce un suono sgraziato. Un gnagna asimmetrico.
“Gnagnagna”.
Mastica.
“Oggi girano tutti – gnagna – fanno sciopero solo in Bovisa e quelle linee lì – gnagna.”
“sei certa?” Risponde traballante ed esitante tacco 12 “per me, oggi, sono tutti soppressi.”
Ma la ruminante è proprio irremovibile; figuriamoci, con quella mascella sicura e determinata.
“Nonono – gnagna –  l’s5 è fuori. L’ho sentito ieri – gnagna.”
Tacco 12 si muove sul posto saltellando da una scarpa all’altra, come avesse calli che le spuntano all’improvviso tra i piedi.
“Speriamo. Oggi non posso pensare di aspettare treni. Sono scivolata davanti casa.”
“Male?”
“Fai te” indica con una mano la caviglia. “Un disastro. La strada. Le buche. ”
“Meno male che non abitiamo distanti tipo Domodossola.”
“Una linea del cazzo.”
“Eh, però – gnagna – sempre pieno gnagna”.
Borsa di Prada annuisce cercando, in quel sacco di moda taroccato, del burro cacao. Lo afferra, lo svita, lo spalma, poi parla.
“E pensare che prima c’era un treno bellissimo che si fermava a Parabiago. Arrivava preciso preciso. Poi basta. Chissà perché l’hanno tolto.”
“Vero – gnagna – così comodo. ”
Tacco 12 è alle cozze. Fatemi sedere, deficienti oche giulive.
Ha lo sguardo che urla pietà; amiche, pietà. Un sedile, pietà.
Con le pustole sparse ai piedi stira le labbra in una smorfia di dolore. È evidente. Soffre. Lentamente muore, come la sua bile. Come Neruda. 
Si dimena ormai in un triste ballo di San Vito.
Mira alle bestie con un’ unica preghiera scolpita in petto: un sedile!
La ruminante, però, non ci sente e non ci vede.
“E ti ricordi – gnagna – i treni con i sedili in legno?”
Coinvolge borsa tarocco. Il dialogo è tra loro: donne sane, sedute, prive di calli. Nessuno strazio, alcuna dolenza.
“E quello con le porte che si aprivano a libro?”
“Che treni – gnagna”
“Meno male che viaggiamo su questi. Già, se vuoi, l’odore è tutta un’altra cosa”.
“Va bhe altri tempi – gnagna”
“Altra età.”
“Ma perché – gnagna – questo adesso è fermo da 30 minuti e non dicono nulla?”
“E che ne so. ”
Borsa di prada si gira. Guarda oltre il finestrino. Tiene il burro cacao fermo sulle labbra.  Stropiccia distrattamente la bocca semichiusa da idiota. Poi, si accorge all’improvviso dell’ amica al collasso, con i calli ovunque.
La osserva. Cerca con gli occhi la caviglia. Annuisce. Pare rinsavita.
Ma dura una frazione di secondo, e quando si rende conto che forse non appartiene alle sue cerchie di google, ritorna al finestrino ed alla sua fermata. Comodamente seduta con masticaduro.
Certosa…
“Treni vergognosi guarda. Con tutta sta gente in piedi.”

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33 thoughts on “In piedi ( in cuffia: conya doss – smile again)

  1. meno male che io vado a scuola a piedi (tre chilometri e mezzo tutte le mattina, che fa bene…parecchio!)
    ché se no…farei una strage!
    (che carini ‘sti post…!)
    (bravo vagone!)

  2. Muoio. Siamo proprio all’apoteosi di Claudio. E poi riesco a sentire il dolore astrale di tacchi alti che oscilla pericolosamente in equilibrio sui responsabili della sua sfiga. Che dialoghi avvincenti la gente sa produrre!

  3. Sei una martire a sentire tutte queste scemenze senza farti venire un attacco isterico! 😉
    Quella con la gomma io l’avrei strangolata molto volentieri

  4. Mi è partito il commento prima di poterti salutare e finire il discorso,dicevo che quella con che masticava in continuazione l’avrei soffocata con la sua stessa cicca,non sopporto i ruminanti che parlano pure.
    Ciao,buon 19 marzo♣
    liù

  5. I ruminanti mi fanno salire gli istinti omicidi…per questo non mi separo mai dai miei auricolari e dalla mia musica…
    Vorrei trasferirmi a Singapore, dove i chewing gum sono illegali…

  6. i treni vecchi..quelli che si aprivano a soffietto (e non li apri tu. ma devi sperare si aprano da soli) ci sono ancora!! l’ho beccato lungo la linea Brescia- S.S.Giovanni! (terribile oltretutto)
    Comunque si, scusa non centrava nulla.. 🙂 ma a una che mastica cosi penso avrei fatto lo sgambetto, per vederla planare col suo bel tacco 12
    Buona serata!

  7. “con tutta sta gente in piedi”… !!!!!! Non mi dirai che questa scena si è svolta davvero!? Ma queste persone vivono davvero in mezzo a noi? Sono mica dappertutto a minacciare il futuro dei nostri figli? Dammi una speranza, dimmi almeno che sono in pochi… 🙂 In ogni caso, saluti e ogni bene

      • Grazie a te perchè ti sei messo in testa di seguirmi (in base a cosa non ho idea, come non ho idea di come tu ci sia arrivato, da me) ma soprattutto grazie per il lavoro che compi là in prima linea per portare a noi notizie particolareggiate su quegli strani e affascinanti individui che sono così simili a noi, sì, ma che in fondo sono diversi (almeno lo spero…). Che la forza sia con te 🙂

  8. Mi hai ricordato di quando gnagna mi svegliavo alle 4 del mattino gnagna per andare a prendere il treno a Colle Mattia. Quel treno che sapeva di notte tarda più che di alba gnagna è stato il ponte per un divenire che a quei tempi gnagna sapeva solo di drammatica stasi. Mi ricordo che avevo uno zainetto gnagna nero con tre borchie argentate. Ricordo una volta che a gnagna mezzanotte, tornavo da Roma, ho chiuso per un attimo gli occhi e ho pensato gnagna tutto questo deve pur avere un senso. Ciao vagone, gnagna.

  9. Ti scrivo su un post a caso perchè sono tutti stupendi, ma dato l’orario improbo a una certa dovrò anche rassegnarmi ad abbandonare la lettura se no domani ho la faccia di morticia addams. Cosa che in effetti forse già ho di mio. Bè sempre meglio quella che Zio Fester. O Mano. Mano degli Addams vince tutto, nella mia prossima vita voglio essere lei.
    Complimenti, scrivi come un genio. Davvero.
    Mi riprometto di leggere tutto quello che hai scritto molto presto. E per ora mi addormento con questa in testa: “Anna Sun”- walk the moon. Bravo bravo.

  10. Fantastico! Non credevo esistesse qualcuno che oltre ad origliare in treno riuscisse anche a trascrivere!😊 Beh mi sono davvero divertita, questo blog mette il buonumore e …ti seguiro’ nei tuoi viaggi. Sei bravissimo.

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