Brutta giornata (in cuffia: dans mon île. Henri Salvador)

– Ma che cosa chiami il nonno?!?
L’Occhio del tizio si danna e si affanna  impulsivamente. Obliquo.
– Il nonno non sa neanche che cosa tirare fuori, il nonno. Non sono su quella linea i cavi! Adesso mi aspettate, io vengo lì diretto con Francesca e vediamo. Nonno devi lasciarlo stare.  Dai. Si, si. Va bene. Ciao.
Click.
– Il nonno. Figurati.
Percuote con la mano la coscia, ad autoflagellarsi. L’iphone è lanciato istericamente nella borsa in pelle.
– Cosa è successo?
– Eh, cosa è successo. Che le cose vanno fatte con la testa!
Improvvisamente il piede stressato si impunta ritmicamente sul pavimento.
Tac tac tac tac tac
– Batteria scarica?
Piede stressato lo guarda come se avesse fatto la domanda più idiota del mondo.
– Scarica… si ma me l’hanno scaricata loro. Quei cretini.
Tac tac tac tac
– e adesso?
– Adesso Francesca ha chiamato Andrea che chiama casa e vediamo. Hanno lasciato il ventilatore acceso, la batteria accesa, le luci accese. Tutto acceso. Il cervello no. Quello è spento!
– Succede
– See. Cresci una famiglia e questo è il risultato.
Si informano i gentili viaggiatori che questo treno viaggia con un ritardo di 25 minuti. Trenord si scusa per il disagio.
– Vedi? tu che ti lamenti.  C’è di peggio…
– Mavvaffanculo va!
Tac tac tac tac.

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